Sul biologico e gli OGM

Le piante se non trattate chimicamente o se non protette attraverso le tecniche biotecnologiche, possono essere colpite da parassiti che, oltre a diminuirne la resa e il reddito per l’agricoltore, costituiscono il punto di partenza per lo sviluppo di funghi in grado di produrre micotossine pericolose per la salute umana ed animale. Un esempio è quello del mais biologico (non trattato chimicamente con insetticidi e non geneticamente modificato) che, in seguito agli attacchi delle larve della piralide del mais (Ostrinia nubilalis) viene colpito da funghi appartenenti al genere Fusarium (F. proliferatum e F. verticillioides) che, oltre a determinare l’ammuffimento della spiga, sono produttori di fumonisine, micotossine con effetti tossici soprattutto a livello dell’esofago nell’uomo e in grado di provocare micotossicosi in particolare in cavalli e maiali. Inoltre, questo insetto determina la spaccatura delle piante, riducendo drasticamente la resa alla raccolta. Il mais geneticamente modificato o Bt (da Bacillus thuringiensis) contiene il gene di un batterio detto Bacillus thuringiensis, in grado di produrre una tossina letale nei confronti delle larve della piralide del mais. In questo modo, la spiga rimanendo intatta non costituisce un substrato favorevole per lo sviluppo dei pericolosi funghi produttori di micotossine, grazie anche all’integrità delle piante, si ottiene una produzione maggiore, più sana e in grado di dare sia un reddito più elevato per l’agricoltore che un prodotto più salubre per il consumatore, riducendo nel contempo l’uso di insetticidi con vantaggi sull’ambiente.

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Sul biologico e gli OGMultima modifica: 2013-03-23T16:45:00+01:00da ogmenergia
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